pendodeliri




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questo, una volta, era il blog dell'omonimo podcast, ambientato sulle strade del pendolarismo romano. ora è solo un confuso contenitore di riflessioni nate all'interno e all'esterno della rete, tra barcamp, olgiata, agro pontino, eur, testaccio, versilia e altri luoghi/non luoghi dove mi sveglio, mi addormento, mi trovo a metà strada...


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Idee per la nuova comunicazione - il mio blog professionale


questo è il quasi cile, ovvero
il percorso quotidiano casa-lavoro

questo è SS148, conversazioni sul becerume il video che segna l'inizio del progetto pendodeliri (2003)

questo è il feed della terza serie del podcast di pendodeliri (2006) ormai concluso dopo oltre 120 puntate in totale

questo è il feed delle prime due serie del podcast di pendodeliri (2004-2005) - attenzione, abbonarsi con iTunes o visualizzare con Internet Explorer per ascoltare i file MP3, non funziona con i segnalibri live di Firefox

Dello stesso autore
Due occhi da straniero, un ciclo di interviste ai corrispondenti della stampa estera in Italia (2006)
PodPower, net sounds worth listening (2005) - non funziona con Firefox, visualizzare con Internet Explorer

Dello stesso producer
Il Solaio di Berto, interviste storiche a famosi attori e registi cinematografici (2005)
Berto's Garret, vintage interviews to famous actors and movie directors (2005)
Bupitales, il podcast di mia figlia (2005-2006)



questa è Proxy Bar, la trasmissione di Radio Imago che ho condotto nel 2007 con Daniela Apollonio

questa è invece Lo Sciame, la rubrica di Radio Spazio Aperto che conduco ogni lunedì alle 22.00 circa nel corso de 'Il Terzo Incomodo'
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venerdì, dicembre 21, 2007
 

(Buoni?) propositi per il nuovo anno

Mi faccio largo tra gli sguardi iniettati di sangue degli automobilisti in preda alla sindrome da stress prenatalizio per un rapido riesame delle mie attività extralavorative, che richiedono una urgente riorganizzazione.

Proxy Bar: ahimè, quella dell'11 gennaio, dedicata agli Urban Blog, sarà l'ultima puntata di questo autocelebrato podcast/trasmissione web-radiofonica. E' una bellissima esperienza, ma mi svuota - letteralmente - di tempo e di energie che forse è più saggio impiegare altrove. Ne approfitto per ringraziare ancora i magnifici Attilio e Daniela, nonchè Stefano e Roberta per avermi regalato 25 splendidi pomeriggi in loro compagnia.

Lo Sciame, invece, nel 2008 proseguirà e prospererà, nel solco di quello sforzo di divulgazione del web 2.0 fuori dai suoi spazi istituzionali, da me predicato all'ultimo PiuBlogCamp (eqquindi mi tocca razzolare).

La strategia web 2.0 di RadioPopolareRoma, in cantiere nel 2007  sarà operativa nel 2008, grazie alla lungimiranza della direttora Marta Bonafoni, al prezioso supporto di Stefano Epifani e all'energia di Roberta Martinelli aka stakastagista, che finirà per sobbarcarsi il grosso del lavoro (e la rottura delle mie telefonate).

I corsi sul corporate podcasting: per il 2008 dovrebbero proseguire quelli per IIR a Milano, e potrebbe partire una sessione parallela e romana per una importante istituzione di formazione aziendale, oltre ad altri progetti parenti ed affini, ma qui il condizionale è ancora d'obbligo. Vedremo.

Radio and Beyond: dal 1° Gennaio prossimo avrò un nuovo blog interamente dedicato alla radio e alla sua evoluzione/contaminazione tecnologica con i non conventional media. Lo scopo è sfrondare Pendodeliri di tutti i suoi (troppi) post dedicati all'invenzione di Marconi, che non facevano che confondere le idee ai frequentatori tradizionali (i becer-hunters). E allora che ne sarà di...

Pendodeliri? La risposta è "non lo so". Per ora continuerà a fare da zibaldone personale a carattere residuale, condizione in cui peraltro questo blog si è già trovato alcune volte, per poi risorgere ogni volta più incasinato di prima, sotto altre forme ormai difficilmente categorizzabili. Pazienza, tanto non fa male a nessuno. :-)

postato da pendodeliri | 14:32 | commenti (11)


mercoledì, dicembre 19, 2007
 

La mia sul PiùBlogCamp

Con colpevole e larghissimo ritardo, mi unisco ai molti che hanno commentato il BarCamp di Roma per esprimere la mia esperienza e il mio punto di vista.

Nel leggere i molti commenti negativi, relativi a una organizzazione troppo schiava della logistica non proprio ideale e dei "tempi televisivi", con un solo spazio e poco tempo a disposizione per i relatori, ciò che ha finito per far prendere all'evento una deriva seriale e "one-to-many" che effettivamente poco ha a che vedere con il format del Barcamp, non ho potuto che essere pienamente d'accordo. Però ci sono dei però.

E' vero, ambientando il PiuBlogCamp in un'altra location, magari dotata di più spazi che avrebbero permesso ai partecipanti di "scegliere il proprio percorso", di fare più domande, di dar vita a tutta quella "collateralità da corridoio" che caratterizza il fenomeno, avremmo avuto anche a Roma un BarCamp come si deve. Ma in quel contesto non si poteva fare diversamente, e il fatto che dietro al PiùBlogCamp vi fosse lo sforzo pressochè unico di Fabio Masetti (a cui tutti siamo grati per il bellissimo RomeCamp al Linux Club di 12 mesi fa) ne rappresenta l'implicita dimostrazione.

Inoltre, lontano da PiuLibri, non avremmo avuto la risonanza che PiuBlogCamp ha avuto. Quindi la domanda corretta da porsi forse è: "E' stato giusto scendere a questi compromessi, legati alla location e al contesto, in nome dell'effetto risonanza?".

Dal punto di vista del BarCamper classico, cui i media tradizionali fanno giustamente un baffo, sicuramente no. Va anche detto che quest'ultimo, tra cene pre e post, ha avuto ampiamente modo di vedersi collateralmente con "il popolo dei BarCamp" che sono l'unico vero valore di queste circostanze. Infatti nessuno si è pentito della "gita a Roma" nel suo complesso.

Dal punto di vista del "movimento di idee" nel suo complesso, invece, capisco il ragionamento di Leo e Marina, che hanno portato queste idee in un contesto più ampio, lontano dalla logica da "raduno degli Harlisti" che spesso caratterizza i BarCamp in giro per l'Italia.

Cerchiobottismo? No, solo il tentativo di interpretare l'accaduto in modo il più articolato possibile, cercando di capire le varie componenti in gioco.

Concludendo, nel leggere i molti post sull'argomento di questi giorni, mi sono sentito un pò come tutte quelle volte in cui io, provinciale diventato romano d'adozione, ho dovuto difendere "le cose che si fanno a Roma" dagli attacchi di chi, vivendo in realtà "facili" (Casalecchio di Reno e simili), non possono rendersi conto dei tanti problemi che rendono difficile organizzare una cosa del genere da queste parti. Roma è bella perchè è una città complessa: comporta dei prezzi da pagare, in termini di tempo, denaro, energia e dei conseguenti compromessi. Se però il prezzo fosse troppo alto la gente scapperebbe da questa città e gli affitti scenderebbero. Se il saldo (leggasi "il saldo") della qualità della vita fosse insostenibile non si capirebbe perchè Il Sole 24 Ore la piazzi all'ottavo posto tra le città in cui si vive meglio in Italia.

postato da pendodeliri | 12:05 | commenti (2)


martedì, dicembre 18, 2007
 

La pervasività della 2.0 community italiana

La "communità italiana del web 2.0" (si, lo so che non esiste, però è per capirsi, e infatti ci siamo capiti) ha tra i suoi pregi (sui difetti si è già scritto abbastanza) il fatto di essere pervasiva, non solo online, ma anche offline.

Cioè viaggia, e va a sentire quello che si dice anche e  fuori dal nostro paese. D'accordo, c'è anche e soprattutto il cazzeggio. Ma anche un pò di serendipity. Poche cose come questo bel video di Luca Sartoni di Intruders TV Italia, girato a Le Web3, rendono l'idea. Peccato non esserci.

 


I Taliani in Paris from Luca Sartoni on Vimeo.

postato da pendodeliri | 11:55 | commenti


giovedì, dicembre 13, 2007
 

Il futuro della radio al PiùBlogCamp

In questa intervista con ICTV, c'è la sintesi di quello che ho raccontato al PiuBlogCamp. E ora prometto che non vi ammorbo più su queste cose almeno per qualche settimana... 

postato da pendodeliri | 15:12 | commenti


domenica, dicembre 09, 2007
 

PiuBlogCamp 2007, le registrazioni degli interventi del mattino

Prima di commentare in modo doverosamente più approfondito (mi riprometto di farlo al più presto), pubblico gli interventi che ho avuto modo di registrare oggi al PiuBlogCamp.

Questo il mio intervento (slide + audio), che riprende le idee sulle sinergie tra radio e Web 2.0 già espresse in questo blog.

Gli altri interventi potete trovarli qui. E' possibile non solo (come sembrerebbe) ascoltare i file nel player di Blip, ma anche scaricarli uno a uno, cliccando sul file prescelto e poi selezionando l'opzione "download MP3" che si trova sulla colonna destra. 

Sono solo gli interventi del mattino (al pomeriggio sono dovuto scappare). Però è già qualcosa. :-)

postato da pendodeliri | 22:42 | commenti (16)


sabato, dicembre 01, 2007
 

Salviamo il becerume pontino!

Nel grande tourbillon delle chiacchere e degli scandali nazionali, passa in un silenzio assordante la lenta ma sistematica opera di smantellamento del Parco Naturale del Becerume, situato a Pomezia, nel cuore dell'Agro Pontino.

Fenomeni nobili nella loro schiettezza, come il ghigno del motociclista allo svincolo, la minaccia verbale all'ufficio postale, l'insulto dell'anziano colono alla prostituta nigeriana sono ormai sempre più rari, e anche questo ingenuo cartellone pubblicitario di un mobilificio, che invita gli automobilisti lanciati a 160 all'ora sulla pontina a una brusca sterzata con una blanda e tutto sommato simpatica allusione sessuale, perdipiù associata a un raffinato doppiosenso, pare ormai vestigia di un passato destinato a non tornare mai più.

Perchè tutto ciò è stato possibile? E soprattutto, cosa può fare la comunità per salvare l'ultimo spiraglio visibile di visceralità umana, in una società annichilita dalla political correctness?

Il fine antropologo Paolo Miscia parlò di quest'area geografica come di uno "scoglio che affiora" delle bassezze umane nascoste dall'orizzonte della rispettabilità. In quell'invito sessuale, nel bieco e viscerale insulto del colono, nell'estorsione gratuita alla vecchietta c'è infatti tutta la nostra colorita e repressa umanità. Si tratta di un luogo che ci ricorda come siamo, beceri della stessa sostanza dei nostri padri, ma senza poter più sputare allegramente sui tram. Un luogo, dunque, a suo modo prezioso.

Come opporsi dunque alla gelida virtù delle nuove generazioni, che per fuggire da questa oasi di inciviltà è disposta a sobbarcarsi due lavori e - contemporaneamente - a laurearsi pure? Come piegarsi supinamente all'impeccabile e contagiosa buona educazione di quei negozianti che vorrebbero "distinguersi" e che invece ormai rappresentano una inconsapevole "maggioranza scandinava"? Come combattere l'inguardabile "stile outlet" che travolge e ammanta ormai in un unico magma omologato anche quello che una volta era il coloratissimo e improbabile struscio di Via Roma? 

La verità è che Pomezia, quella dove decisi di andare a lavorare quasi 6 anni fa, mantenendo ostinatamente la residenza all'Olgiata, non esiste più. Questa città che mi rapì, e che mi strinse fino a farmi cadere in una inesorabile "sindrome di stoccolma", oggi è un'altra cosa. Qualcuno fotografi, vi prego, i pochi cartelloni come questo, gli ormai introvabili adesivi "invidia crepa" dei camionisti, le ultime pile coi cartoni della pizza. Perchè potrebbero davvero essere gli ultimi cenni di un modo unico e irripetibile di essere italiani. 

 

postato da pendodeliri | 01:10 | commenti (3)